Verso il sistema delle Ville
Vesuviane
Sono passati venticinque
anni da quando Massimo Troisi girava il suo primo film
- Ricomincio da tre - a San Giorgio a
Cremano. La scena si apriva nell’atrio di Villa Vannucchi, puntellato e abbandonato
al degrado. Un’immagine di degrado che non vedremo mai più per villa Vannucchi,
come per tante altre ville vesuviane, perché in questi anni la nostra città è
cambiata e con essa sono cambiati i luoghi ed anche le
persone, che si sono lasciate coinvolgere in un lento, ma radicale, processo di
riqualificazione.
Nella prefazione alla
prima edizione di questo volume, cinque anni fa, scrivevo che “rendere godibile una città vuol dire dare a
chi abita i luoghi la possibilità di entrare e uscire dal proprio passato”.
Oggi questo è possibile perché il progetto di riqualificazione urbana avviato
non ha interessato solo le ville settecentesche, ma anche le strade e le
piazze, restituendo dignità e vivibilità a quei luoghi che fino all’inizio del
secolo scorso avevano reso famosa l’area vesuviana, rinomata come “terra delle
delizie”.
Se fino a qualche anno
fa le dimore settecentesche si confondevano tra gli altri palazzi, oggi,
passeggiando per le vie delle città, non solo ci si accorge della loro presenza,
ma grazie al programma di recupero e valorizzazione “Memoria Viva”, se ne
possono apprezzare le caratteristiche architettoniche. Negli ultimi anni Villa
Bruno, Palazzo della Cultura Vesuviana, è diventata cuore della vita culturale
cittadina così come punto di riferimento per tutta l’area vesuviana. E’ la sede
del premio Massimo Troisi e dell’Istituzione Comunale per la promozione della
cultura, è sede del bookshop Vesuvio Libri, e ospiterà un Museo vesuviano del
vino con annesso un Centro di cultura enologica e una scuola per sommelier, un caffé letterario con centro di cultura enogastronomica e
una foresteria. Villa Falanga è stata restaurata e
restituita all’infanzia: oggi ospita il laboratorio regionale della Città dei
bambini e delle bambine. Villa Vannucchi rivive lo splendore di un restauro
prestigioso, e intanto partono i lavori per il restauro del parco e del
giardino storico, grazie ad un finanziamento regionale.
Il nostro impegno
continua nel “rifunzionalizzare” gli antichi edifici, guardando a ciò che vive
e pulsa nel nostro presente, realizzando quei percorsi di accesso alla storia
comune in grado di accompagnare il cittadino-spettatore sulla strada del
progresso, e non per i sentieri della malinconica rivisitazione di ciò che è
stato e adesso non è più. Un bene culturale viene
conservato se viene vissuto: questa è la sfida che ci aspetta nei prossimi
anni. Far vivere le nostre ville vesuviane ed inserirle nella rete dell’offerta
turistica, perché diventino il principale sistema di sviluppo dell’economia
locale.
Alle persone che, con il
loro lavoro, hanno realizzato questo opuscolo va il ringraziamento mio
personale e dell’Amministrazione Comunale: perché, in questi anni, ha
rappresentato uno strumento importante per la conoscenza e la valorizzazione
del patrimonio storico e architettonico della nostra città.
Luglio 2005
Ferdinando
Riccardi
Sindaco
di San Giorgio a Cremano